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Velletri. Libera: “Sconcerto per un sindaco che presta la sua attività forense a esponenti della criminalità organizzata”

Zucchet Disinfestazioni Roma

“Imbarazzante incompatibilità etica, indecorosa per la comunità che rappresenta”

Nota stampa di Gianpiero Cioffredi, referente di Libera Lazio, e Gaetano Salvo referente di Libera Roma

La bellissima puntata di “100 minuti”, il nuovo programma d’inchiesta condotto da Corrado Formigli e Alberto Nerazzini andata in onda lunedi su La7 ha ripercorso lo scenario della guerra tra clan albanesi per il controllo del narcotraffico a Velletri. Per anni due boss albanesi di notevole caratura criminale Elvis Demce e Ermal Arapaj si sono fronteggiati con un livello incredibile di violenza.

In un contesto cosi inquietante di criminalità organizzata non possono esserci timidezze e sottovalutazioni, non possono esserci zone opache condite di omertà e l’Amministrazione Comunale dovrebbe essere con nettezza un punto di riferimento per tutti i cittadini che rifiutano la sopraffazione e la violenza dei narcotrafficanti.

È con sconcerto invece che scopriamo dalla trasmissione “100 minuti” che il Sindaco di Velletri presta la sua attività forense per difendere i fratelli Arapaj e altri esponenti di uno dei clan in conflitto nel proprio territorio. Cosi come ci ha sorpreso, da parte dello stesso Sindaco la difesa di una esponente dei Casamonica, clan operativo anche ai Castelli Romani, nel processo “Noi proteggiamo Roma”.

Siamo consapevoli che nessuna norma vieta di svolgere contemporaneamente le funzioni di Sindaco e di avvocato cosi come riteniamo sacrosanto il diritto alla difesa nell’ambito di un giusto processo costituzionalmente garantito. Riteniamo il ruolo dell’avvocato difensore architrave dello stato di diritto e rifiutiamo nettamente l’idea che identifica l’avvocato con il proprio assistito proprio perché la Costituzione riconosce la funzione difensiva per tutti i cittadini a prescindere dal reato di cui si è imputati.

Ma sorgono spontanee alcune considerazioni più generali. Il ruolo di sindaco e avvocato in questo caso non è coerente sul piano etico-politico con l’incarico istituzionale di chi come Ascanio Cascella ha sempre sostenuto di essere a favore della legalità. Siamo in presenza di una imbarazzante incompatibilità non professionale ma etica, non illecita ma indecorosa per la comunità che si rappresenta.

Denunciamo un problema di opportunità: garantire il diritto alla difesa e contrastare la criminalità organizzata sono due funzioni ugualmente importanti, ma sono diverse tra loro. Ed è opportuno che restino divise.

In un contesto come quello descritto dalle indagini e dai processi come può un cittadino di Velletri chiedere aiuto al sindaco per denunciare l’usura o lo spaccio di droga se proprio il sindaco difende nei processi i responsabili di questi fatti criminosi? C’è in gioco la credibilità delle Istituzioni nei confronti della lotta senza indugi agli spacciatori di morte. In ottica di tutela della comunità di Velletri attendiamo con fiducia un ripensamento del sindaco Cascella che dovrebbe essere promotore di legalità e non difensore dei criminali.