La campionessa regionale di boxe si racconta alle pagine di «Castelli Romani»

Inauguriamo oggi “Primo piano sui protagonisti”, una rubrica che raccoglierà una serie di interviste alle figure di spicco del nostro territorio che si sono distinte nel campo dell’arte, dello sport, della cultura, della scienza e del mondo del lavoro. Uno spazio per dare voce alle tante storie straordinarie che costellano i Castelli Romani, fornendo spunti e ispirazione per tutti noi.

In questa occasione speciale, siamo orgogliosi di presentare ai nostri lettori la prima intervista della rubrica. Non avremmo potuto iniziare con una persona più ispirante di Sara Novino: figura nota nella comunità sportiva dei Castelli Romani, campionessa regionale di boxe, approdata da poco nel mondo del professionismo. Il suo percorso nel mondo della boxe e la sua dedizione alla disciplina – unita all’amore per Rocca di Papa – sono un esempio perfetto dei valori che ci tengono uniti a queste “latitudini”.

Grazie mille per essere qui, Sara. È un onore averti come nostra prima intervistata in questa rubrica. Per cominciare, potresti dirci come hai iniziato la tua carriera nella boxe?

Ho iniziato a praticare la boxe a 20 anni. Prima di scoprire il pugilato, avevo provato vari sport, ma diciamo che il calcio non era proprio il mio forte (ride, ndr). Avevo bisogno di uno sport che mi aiutasse a gestire la rabbia che avevo dentro e il pugilato è stato la mia risposta. Quando sono salita sul ring per la prima volta, ho capito che era la mia vera passione. L’odore del ring, i guantoni e il sudore mi hanno dato una carica pazzesca.

Sara Novino 1

Quali sacrifici hai dovuto affrontare per raggiungere il successo nel pugilato?

I sacrifici sono una parte essenziale del percorso nella boxe. Gli allenamenti sono massacranti e richiedono un impegno totale. Ho rinunciato a molte attività e al mio tempo libero per dedicarmi al pugilato. Inoltre, ho dovuto fare scelte alimentari rigorose, rinunciando a molti sfizi e vizi come il fumo, per mantenere la mia forma fisica. È cruciale essere seguiti da un nutrizionista per evitare di sforare la categoria di peso e rischiare di essere esclusa dagli incontri. Il sostegno del mio nutrizionista è stato fondamentale per il mio successo.

Ci racconti uno dei momenti più memorabili della tua carriera?

Un momento indimenticabile è stato quando ho vinto il mio primo titolo regionale nei pesi leggeri 62/64. È stata una notte piena di emozioni e vedere tutto il mio duro lavoro ripagato con quella vittoria è stato incredibile. Vorrei ringraziare Fabrizio Zompatore, il mio allenatore e maestro di vita, per avermi guidato e supportato in questo percorso. Senza di lui, non avrei raggiunto questo traguardo straordinario.

Quale consiglio daresti ai giovani aspiranti pugili, in particolare quelli dei Castelli Romani?

Il mio consiglio principale sarebbe di non smettere mai di sognare e di lavorare duramente per raggiungere i propri obiettivi. La boxe richiede dedizione, disciplina, sacrifici e un rigoroso controllo alimentare, ma con il giusto supporto – d dell’allenatore, del nutrizionista e della comunità – è possibile realizzare i propri sogni. Ricordate sempre da dove venite e mantenete viva la vostra passione.

Sara, grazie mille per aver condiviso la tua storia e la tua ispirazione con noi. La redazione di «Castelli Romani» augura il meglio per il tuo futuro.