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Elezioni europee ai Castelli Romani. Ecco come sono andati i singoli partiti nei Comuni

Foto di Pressfoto

Freetime Frascati

I risultati delle elezioni europee nei Castelli Romani evidenziano una polarizzazione del voto e un forte astensionismo.

Dominio di Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia (FdI) ha confermato il proprio predominio con una media del 35,4% nei Castelli Romani, superiore alla media provinciale di Roma (33%) e nazionale (28,8%).
I risultati più alti sono stati registrati a Lariano (41,3%), Rocca di Papa (41,0%) e Lanuvio (40,2%). I risultati più bassi per FdI si sono avuti a Ciampino (29,9%) e Monte Compatri (30,4%). Questo successo, sull’onda del generalizzato spostamento a destra, è ampliato dal traino di diverse amministrazioni locali.

Il Partito Democratico cresce poco livello locale

Il Partito Democratico (PD) si attesta come seconda forza politica con una media del 22,7% nei Castelli Romani, ma con un dato leggermente inferiore alla media provinciale (24,2%) e nazionale (24,1%). I migliori risultati si osservano a Monte Compatri (29,1%), Grottaferrata (27,7%) e Genzano di Roma (26%). Il PD ha registrato le sue percentuali più basse a Velletri (16,9%) e Rocca Priora (17,2%). Nei Castelli è comunque un buon risultato, anche se non pienamente soddisfacente a confronto con i risultati nazionali.

Il calo del Movimento 5 Stelle alle europee è confermato anche nei Castelli Romani

Il Movimento 5 Stelle (M5S) ha ottenuto una media del 10,7%, di poco superiore alla media nazionale (10%) e in calo rispetto alle precedenti elezioni europee. I migliori risultati del M5S nei Castelli Romani si registrano a Marino (13,3%), Nemi (13,2%) e Rocca Priora (12%). Il movimento ha visto le sue performance peggiori a Grottaferrata (8,1%) e Lariano (8,5%).

Declino di Lega e Forza Italia

La Lega ha mostrato un calo importante, ottenendo una media del 6,0% nei Castelli Romani, contro il 5,7% provinciale e il 9,1% nazionale. I migliori risultati della Lega sono stati registrati a Velletri (11,3%), Lariano (9,4%) e Marino (8,5%). I peggiori si sono avuti a Nemi (3,5%) e Lanuvio (3,6%).

Forza Italia (FI), insieme a Noi Moderati e al Partito Popolare Europeo, si attesta al 6,7% di media, un dato superiore al 5,7 provinciale, ma di gran lunga inferiore alla media nazionale (9,7%). Le migliori performance di FI sono state a Nemi (11,3%), Monte Compatri (11%) e Lariano (9,8%), mentre le peggiori si sono avute a Rocca di Papa (3,7%) e ad Albano Laziale (4,5%). Il declino di Lega e Forza Italia nei Castelli Romani è indicativo di un cambiamento nell’elettorato di destra, che sembra preferire l’approccio di FdI.

Exploit di Alleanza Verdi e Sinistra

Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) ha ottenuto risultati straordinari a livello nazionale, superando le aspettative dei sondaggi. Nei Castelli Romani, AVS ha registrato una media dell’8,1%, superiore al già ottimo risultato nazionale (6,7%). I migliori risultati di AVS sono stati raggiunti ad Albano Laziale (10,6%), Frascati (10,1%) e Castel Gandolfo (9,9%), mentre la performance peggiore si è registrata a Lariano (4,6%).

Azione e Stati Uniti d’Europa sono fuori dal parlamento europeo

Stati Uniti d’Europa non riesce a superare la soglia di sbarramento a livello nazionale, con una media del 3,4% nei Castelli Romani, inferiore alla media provinciale (3,8%) e nazionale (3,8%). I migliori risultati di Stati Uniti d’Europa sono stati registrati a Rocca di Papa (7,5%), grazie al lavoro di un gruppo locale ben organizzato, i peggiori si sono avuti a Monte Compatri (1,8%).

Azione ha ottenuto una media del 2,9% nei Castelli Romani, inferiore alla media provinciale (3,4%) e nazionale (3,3%). I migliori risultati per Azione sono stati registrati ad Ariccia (3,8%), Lariano (3,8%) e Albano Laziale (3,8%).

La performance Stati Uniti d’Europa (Renzi) e Azione (Calenda), nonostante una forte visibilità mediatica, evidenzia un progetto poco credibile, uno scarso richiamo elettorale del centro moderato, cancellato dalla polarizzazione del voto.

Affluenza in calo: un segnale preoccupante

Un aspetto da non trascurare è il calo dell’affluenza, con un dato nazionale fermo al 48,2%, un fenomeno che erode sempre più le basi della democrazia partecipata. Una crescente disaffezione degli elettori di cui pochi sembrano preoccuparsi.

Dati del Ministero dell’Interno

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